Art fucks fashion: quando l’outfit migliore è il talento

Art fucks fashion: quando l’outfit migliore è il talento

Art fucks fashion: quando l’outfit migliore è il talento

Inaugura durante la Settimana della Moda milanese la retrospettiva “Art Fucks Fashion” alla artists’ residency Espinasse 31, visitabile fino al 23 Marzo 2018.

 

Serata evento in Via Carlo Espinasse n.31: durante la settimana delle passerelle milanesi la neonata residenza d’artista presenta una rassegna dedicata a cinque artisti contemporanei profondamente legati al fashion system. “Art fucks fashion” si propone di ridefinire il legame tra l’arte ed il fashion system, come si legge nel sottotitolo dell’invito, tramite la visione di Antonio Guccione, Leonor Anthony,Simone Monte, Alex Korolkovas e Leo Castaneda

Espinasse 31 è stata aperta nel Maggio 2017 proprio con un vernissage attinente anch’esso al mondo della moda.

Una rassegna che va visitata con attenzione, rimeditando i giorni successivi sull’esperienza per arrivare a comprenderla appieno, senza banalizzarla.

L’esposizione

La curatela ha previsto l’esposizione di opere note ed altre site-specific create per l’occasione.   

“Art fucks Fashion” – Vernissage – Espinasse 31

 

 

Il vernissage tenutosi ieri sera ha visto la partecipazione di volti noti del panorama modaiolo milanese richiamati, oltre che da personali conoscenze, anche dall’interessante connubio tra i due diversi media.

Arte e moda, moda ed arte: la prima che cerca una qualche forma di nobilitazione appoggiandosi alla seconda senza che questa venga perciò sminuita.

Il percorso inizia con alcune opere dell’artista cubana Leonor Anthony, reduce dall’esposizione a Palazzo Grassi durante la Biennale appena conclusasi.           

“Pride” e soprattutto la serie degli “Objects of Passion” enfatizzano il ruolo degli oggetti coinvolti nel sistema moda.  Il pannello di décolleté totalmente rosso è una vera esplosione simboleggiante le nostre passioni nascoste.

Procedendo si entra nel vivo con i fotografi Alex Korolkovas e Antonio Guccione. Korolkovas, come sempre, stupisce per la sua creatività e capacità di far penetrare elementi femminili  in un universo purtroppo sempre più maschilista.               

Guccione, unico rappresentante italiano, propone, insieme ad alcune altre opere, anche la serie degli “Skulls”. Frida, Andy Warhol, Jackson Pollock e Yves Saint Laurent ci rammentano come il tempo scorra inesorabile e trascini con sé fama, miseria e nobiltà.

A. Guccione – Skulls Series, Jackson Pollock

 

 

Opere magistrali, come sempre.

Arts fuck fashion: quando l’outfit migliore è il talento

Si arriva poi alla sensualità dirompente, seppur accennata, degli scatti della brasiliana Simone Monte, la cui opera “The Game“, premiata dal National Geographic Contest nel 2015, simboleggia una partita di pallone sulla spiaggia che tutti noi avremmo voluto giocare.

Non manca infine l’approfondimento sul legame tra mondo reale e virtuale grazie alla video arte dell’artista colombiano Leo Castaneda di cui viene proiettato «Item Showroom» 26 minuti di indagine sulle possibilità artistiche che scaturiscono da questo legame.

Inoltrandosi al di là dell’unica vetrina d’ingresso in un quartiere ben al di fuori del quadrilatero ci si muove fino ad arrivare nella profondità del concept del suo visionario ideatore, Antonio Castiglione. Parola d’ordine: promuovere la Urban e Street Art ospitando gli artisti negli spazi di una ex stamperia.

Concetto vincente se si pensa al successo ottenuto dalla mostra di Keith Haring a Palazzo Reale od alla recente inaugurazione del MAUA, Museo di Arte Urbana Aumentata. Oltretutto una scelta che ci fa “stare al passo con i tempi”, ponendo la nostra città e l’Italia alla pari di altri poli urbani stranieri.

Miami, ad esempio, tanto cara ad Antonio Castiglione, ha già da tempo riconosciuto l’importanza di questa forma espressiva.

 

 

Da non perdere.

 

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