“Revolutija”: le avanguardie russe a pochi passi da “Piazza Grande”

“Revolutija”: le avanguardie russe a pochi passi da “Piazza Grande”

“Revolutija”: le avanguardie russe a pochi passi da “Piazza Grande”

Al museo MAMbo di Bologna è di scena “Revolutija. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandisky”. La mostra è visitabile fino al 13 Maggio 2018.

 

Il 2018 inizia con il botto per il MAMbo, museo d’arte contemporanea della città di Bologna: la mostra “Revolutija. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandisky” sta riscuotendo un grande successo. Sono molti i visitatori che si mettono in coda in Via Don G. Minzoni 14 per visitarla, soprattutto nei weekend.                                                                                                                                                Il banco di prova è stato la “settimana dell’arte” cittadina in concomitanza con la 42esima edizione di Arte fiera (dal  2 al 5 Febbraio 2018): le visite alla retrospettiva sono state numerosissime.                                                                        Tendenza quasi opposta rispetto alla fiera d’arte i cui pareri degli addetti ai lavori in proposito non si sono rivelati del tutto positivi.

Il buon risultato farà felice il nuovo direttore del network museale bolognese, Lorenzo Balbi.

In realtà la progettazione di Revolutija è da attribuirsi alla gestione precedente il suo arrivo. Sono certa che anche Balbi non tradirà le aspettative, vista l’esperienza alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Del resto le sue idee paiono molto chiare, come dimostrato nell’intervista rilasciata a Flash Art pochi mesi fa.

“Revolutija”: le avanguardie russe a pochi passi da “Piazza Grande”

L’inaugurazione del percorso dedicato alle avanguardie russe è avvenuta in Dicembre. L’esposizione è davvero immersiva: già dall’ingresso si entra in plenum nella Russia di inizio Novecento complice il grande formato delle tele esposte. Da notare il preambolo del foyer costituito da fotografie di vita quotidiana attinenti all’epoca trattata. Proseguendo ci si ritrova al cospetto di ben 70 opere provenienti dal Museo di Stato russo di San Pietroburgo. La suddivisione delle sezioni si basa sui movimenti artistici che hanno caratterizzato il periodo.

I curatori, Evgenia Petrova e Joseph Kiblitsky, non hanno però tralasciato i singoli artisti e i loro soggetti principali. Un mix che vuole quindi rifuggire i compartimenti stagni e le classificazioni date all’arte a posteriori. Nell’incedere è essenziale l’audio guida (compresa nel prezzo del biglietto) per seguire il filo logico del discorso. Se ci si basasse soltanto sui cartelloni esplicativi e di inquadramento storiografico la visita ne risulterebbe appesantita.

L’eco degli avvenimenti storici rimane sempre di sottofondo. Si parte dalla rivoluzione del 1905 con opere di Repin e Serov fino ad arrivare al ritratto di Stalin di Filonov (1936).

A discapito del titolo non sono solo i grandi nomi quali Chagall, Malevich o Kandinsky ad attirare lo spettatore bensì un corollario di artisti di notevole valore rimasti fino ad ora nell’ombra. Il’ja Efimovič Repin, Kuzma Petrov-Vodkin, Boris Michajlovič Kustodiev, Filipp Maljavin, Pavel Filonov si rivelano artefici di opere che gettano nuova luce sull’arte russa dal 1910 alla fine degli anni Venti.

Una fase essenziale per l’arte mondiale e per i suoi sviluppi contemporanei.

“Revolutija. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandisky”, MAMbo Bologna. Pavel Filonov, “Fiori della fioritura universale”, 1915, olio su tela, State Russian Museum St. Petersbug.

“Revolutija”: le avanguardie russe a pochi passi da “Piazza Grande”

Dopo le prime sessioni espositive, dedicate ai temi portanti dei principali movimenti avanguardisti, si arriva alla parte che personalmente ho preferito: la riproduzione dei costumi di “Vittoria sul Sole”, opera buffa di Kazimir Malevich.                                                                                                                                                                                Destinare una sala ad una pièce teatrale favorisce la comprensione della varietà e della ricchezza d’espressione degli artisti russi novecenteschi.

Si assapora così la loro straordinaria modernità ed il perché abbiamo influito sulle altre correnti europee.

 

“Revolutija. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandisky”, MAMbo Bologna. Riproduzione di uno dei costumi ideati da Kazimir Malevich per la sua pièce teatrale “Vittoria sul Sole”.

 

Continuando il percorso, dopo l’approfondimento su Malevich, si giunge nella grande sala centrale. Qui, oltre alla celebre “La Passeggiata” di Marc Chagall ed i simboli di Malevich, si possono ammirare tele di grandi dimensioni di artisti quali il già accennato Filonov.                                                                                                                    Cronologicamente ci troviamo nel periodo della prima guerra mondiale: i pittori riflettono sull’immane dramma e sulle sue conseguenze per la popolazione.                                                                                                                  L’allestimento dello spazio, con le ampie tele ed il video che scorre sopra l’altezza degli occhi, avvolge lo spettatore invitandolo a concentrarsi sulle grandi opere prodotte dai meno conosciuti rispetto ai masterpiece dei soliti noti.

Si prosegue poi con le sale di chiusura in cui viene affrontato il tema della rappresentazione appoggiata dal regime e di quella osteggiata.                                                                                                                                                                    Rispetto al dipanarsi della narrazione la conclusione della mostra mi è parsa affrettata, lasciandomi un senso di discorso troncato.                                                                                                                                                            Probabilmente si è cercato di mitigare tale sensazione tramite il corollario sulla progettualità urbana staliniana e sulla vita quotidiana che precede l’uscita, troppo breve però per fungere da degna chiusura della retrospettiva.

“Revolutija”: le avanguardie russe a pochi passi da “Piazza Grande”

Nel complesso l’esperienza di visita è interessante. Per ovvi motivi, non ultimo spaziali, Revolutija non è esaustiva del periodo trattato. Più che altro mira ad incuriosire lo spettatore inducendolo  ad approfondire determinati temi od artisti che lo hanno colpito.

Il ricordo del centenario della Rivoluzione d’Ottobre non è però limitato solo al MAMbo.  Il Comune emiliano coadiuvato da Istituzione Bologna Musei ha infatti ideato un corollario di attività che si legano all’esposizione principale.                                                                                                                                                                                Presso la sede di Villa delle Rose è di scena “It’s OK to change your mind!” visitabile solo fino al 18 Marzo. Curata direttamente da Lorenzo Balbi e Suad Garayeva Maleki, direttrice curatoriale dello YARAT Contemporary Art Space di Baku, Azerbaijan, l’esposizione porta in scena ventuno artisti contemporanei, le cui opere fanno parte della Collezione Gazprombank.  Al Museo Tolomeo dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza si presenta invece al pubblico una raccolta privata di oggetti e libri sovietici sul volo spaziale dagli anni Cinquanta fino al Duemila.            E così via, molte istituzioni cittadine hanno creato eventi attinenti all’argomento.

Tutta la città si è dunque dedicata al progetto comune, tant’è che è sorto un ricco programma collaterale ribattezzato “Intorno a Revolutija”. I principali enti culturali cittadini e l’ateneo hanno infatti attivato modalità di collaborazione su un tema comune davvero efficaci e che dovrebbero essere imitate anche da altre municipalità.

Le mostre d’arte perdono così la connotazione auto-referenziale, di evento concentrato in un breve lasso di tempo, diventando un’occasione per far muovere i turisti all’interno dello spazio urbano.                                                            Finalmente le potenzialità dell’indotto culturale vengono sfruttate in pieno:  la città ed anche gli esercenti commerciali ringraziano.

 

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.