PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia

PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia

PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia

PaviArt, Arte Padova, Art Verona..viaggio tra le mostre mercato che animano la provincia italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel weekend del 12-13 Maggio 2018 si è svolta presso il Palazzo Esposizioni di Pavia la sesta edizione di PaviArt.

PaviArt, , Art Verona, Arte Genova, Lucca Art Fair…nomi diversi a seconda della localizzazione, ma medesimo format: mostre mercato di arte moderna e contemporanea di media grandezza.

Annualmente in Italia vi sono decine di manifestazioni di questo tipo.

Tenendo d’occhio i principali siti web di eventi artistici ci si accorge che da Gennaio a metà Maggio le fiere sono quasi una a settimana.

Purtroppo non sono ancora riuscita a trovarne un censimento completo.

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La costante crescita delle mostre mercato è balzata agli onori della cronaca già da un paio di anni.

L’autorevole The Art Newspaper in partnership con il MOMART, ha calcolato un incremento del 297% delle fiere mondiali avvenuto tra il 2005 ed il 2015. (Fonte: International Fair Report 2016).

Quello che più mi colpisce è l’aumento del “sottobosco” del settore.

Oltre agli eventi universalmente noti (ARCO, Madrid; The Armory Show, New York; Art Basel, Basilea, Miami, Hong Kong; FIAC, Parigi; Frieze Art Fair, Londra, New York) si assiste infatti al proliferare di una miriade di mercati dell’arte con max 40 espositori.

Parlando della penisola italiana per questi soggetti si può ben parlare di alterne fortune.

Il caso della milanese GRANDART ne è un esempio.

Nata nel 2017 come nuova fiera d’arte moderna e contemporanea, ha scalfito pochissimo il primato della regina incontrastata del mercato dell’arte meneghino: MiArt.

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Questi format stanno rimpiazzando il ruolo storico delle gallerie? Ancora presto per dirlo.

Certo si potrebbe fantasticare sulla figura del gallerista 2.0:  privo di negozio, utilizza per la vendita Internet e le fiere di settore.

Sicuramente questi “mercati” di medie dimensioni funzionano da “specchietto per le allodole” per i visitatori 😉

Dopo che se ne visita un paio si ha l’idea di conoscere il panorama artistico: in realtà la faccenda è molto più complicata.

Inoltre, se siano profittevoli per gli espositori calcolato il costo dello stand, è tutto da verificare.

Avendo parlato con alcuni galleristi della provincia lombarda posso dirvi che determinati eventi, se ben organizzati, sono utili per farsi conoscere nell’arco di una cinquantina di chilometri dalla location espositiva.

Entrare a far parte di realtà consolidate quali Art Basel & company non è di certo facile e non è solo una questione economica. Prestigio, conoscenze, presenza di mercato giocano il loro ruolo.

Sinceramente mi è capitato poche volte di presenziare a mostre mercato medio-piccole. Così, quando mi è stato offerto di visitare PaviArt, ho colto la palla al balzo 😉

Ho così scoperto quanto siano interessanti anche questo tipo di fiere.

Strada facendo cercherò di spiegarvi il perché.

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Un plauso merita la società organizzatrice di PaviArt, Dea Servizi: ha cercato di fare il possibile per rendere accogliente il vetusto Palazzo Esposizioni pavese. Gli stand ed il percorso complessivo erano organizzati in maniera curata. L’abbassamento delle temperature ha aiutato, evitando l'”effetto serra” all’interno del padiglione che sarebbe stato letale…

Mi ha positivamente colpito l’idea di omaggiare i visitatori del catalogo dell’esposizione in cui sono menzionate tutte le 45 Gallerie partecipanti. Potete trovarne l’elenco completo cliccando qui

Come qualità delle opere esposte a farla da padrone è stata la Galleria 56.

La storica galleria bolognese specializzata in arte dei primi del Novecento ha presentato delle interessanti sculture in bronzo di Mirella Guasti ed una parete di opere di Mario Sironi dal 1920 al 1950. 

Il premio per la particolarità va alla Zanini Arte che, oltre ad Alfonso Borghi, esponeva alcuni swarovski su plexiglas di Roberta Diazzi. Buon metodo per attirare i visitatori in cerca del complemento di arredo di livello.

 

 

 

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PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia. Zanini Arte – Roberta Diazzi, “Shady Lion”, 2017.

 

 

 

La Casati Arte Contemporanea ha proposte alcuni nuovi lavori di Gianfranco Asveri, artista con buone quotazioni in asta. 

Da un espressionismo vicino all’Art Brut si passa poi allo stile pop e street di Giulia Maglionico, rappresentata dalla Bonioni Arte

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L’alessandrina Soave Arte ha esposto opere di Christo, mentre Arte Ce.Co annoverava anche un disegno di Basquiat.

 

Sono comunque le “proposte fuori dagli schemi” ad avermi colpito: Zena Arte con le tecniche miste di Pierluigi Pollio, Arteelite con gli impact di Julian T., Linking Art con gli acrilici di Dino CastelvecchiGalleria Rino Costa con Antonio Riello e Amanda Chiarucci.

 

 

 

 

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PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia. Galleria Rino Costa – Antonio Riello.

 

 

 

Alcuni utilizzi della carta negli origami della Chiarucci ricordano molto la textile art.

 

 

 

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PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia. Galleria Rino Costa – Amanda Chiarucci, “Volcanic Vortex”, 2017. 

 

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Il tessuto viene invece utilizzato dall’artista Marilisa Perin, inserita tra i “solo show” di PaviArt.

Tra gli altri artisti presentatisi autonomamente mi hanno colpito le sculture di Raffaele Russo ed i luminosi mosaici di Dino Maccini.

Merita anche un accenno la CSA FARM GALLERY che ha presentato alcuni olii su tela di Julien Cachki, inspirati al rapporto che abbiamo con i nuovi mezzi di comunicazione ed i social media.

 

 

 

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PaviArt & Company. Quando l’arte contemporanea fa tappa in provincia. CSA FARM GALLERY – Julien Cachki, “Webcam Posted by Jasmine 12 days ago”, olio su tela.

 

 

 

Nel complesso il pomeriggio trascorso tra gli stand di PaviArt non mi è per nulla dispiaciuto.

Dunque perché andare a visitare una mostra mercato d’arte di provincia?

Perché, se dotati di un occhio attento e sensibile, si possono trovare talenti ancora da scoprire, genuinamente al di fuori degli schemi mainstream del mercato.

 

 

 

 

 

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