Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

Dopo Villa Arson a Nizza, il Mart di Rovereto dedica una grande retrospettiva al novantaquattrenne artista toscano visitabile dal 19 Maggio al 16 Settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pittore, poeta, cineasta, un tempo anche giovane militante…Gianfranco Baruchello è sempre stato un uomo dalle mille sfaccettature. 

Devo ammettere che non conoscevo in maniera approfondita la sua opera.

Ho visitato la mostra di Nizza per vicinanza ai miei luoghi d’origine, dopo essere stata attratta dal “brand” Massimo de Carlo.

Ebbene sì, la galleria milanese, con sede anche a Londra ed Hong Kong ha contribuito all’organizzazione della retrospettiva francese, curata da Nicolas Bourriaud.

Scelto personalmente da Baruchello, nel 2015 il famoso critico d’oltralpe si era già occupato dell’esposizione sull’Agricola Cornelia al Palais de Beaux-Arts di Parigi. 

La location di Villa Arson era davvero suggestiva, immersa in uno splendido giardino mediterraneo.I suoi spazi moderni hanno fatto da cornice ad una retrospettiva sul lavoro dell’artista dagli esordi fino alle opere più recenti.

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

Dalle composizioni su tela dei primi Anni Sessanta, alle famose scatole-oggetto, dalle opere inspirate all’Agricola Cornelia fino a “Vita e morte del pane” (10 recipienti metallici con terra, pane ed oggetti diversi). Il centro dedicato all’arte contemporanea, nonché scuola e residenza per artisti, ha regalato un ottimo percorso ai visitatori, il tutto in forma gratuita dal 10 Marzo fino al 27 Maggio.

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all'artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese. Villa Arson, Nizza, Gianfranco Baruchello, “Être in, avec, mentre”, 1963 – vernice industriale, pastello, penna biro su carta.

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

 

Inedita ed interessante la presentazione dell'”Archivio dei Cinque Cuori“: primo tentativo di esposizione della catalogazione tenuta dell’artista dall’inizio della sua trasposizione digitale.

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all'artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese. Villa Arson, Nizza. Gianfranco Baruchello, “Vita e morte del pane“, 1981-2014 – 10 recipienti metallici, pani, terra e oggetti diversi.

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

 

La riuscita della mostra è merito non solo del curatore, dei prestatori (tra cui la Collezione Filippo e Veronica Rossi) ma anche della fondazione costituita dall’artista stesso a Roma. 

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all'artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese. Una delle sale dell’esposizione tenutasi a Villa Arson, Nizza.

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

Gianfranco Baruchello ha attraversato tutto il ventesimo secolo riuscendo ad infondere energia tramite le sue creazioni nel ventunesimo.

In lui convivono varie anime: con la pazienza di un miniaturista si dedica alla composizione delle opere su carta, con l’attenzione del modellista compone le sue scatole oggetto e con il fervore del militante da vita a progetti quali l’azienda agricola già citata. Operante dal 1973 al 1981 Agricola Cornelia oscilla tra l’happening artistico e l’intento politico.

Del resto il progettare gli è sempre stato congeniale: nel 1967 crea Artiflex società fittizia che dà vita a performance artistiche quali Finanziaria Artiflex, presso la celeberrima galleria romana La TartarugaL’idea è quella di rendere l’artista stesso una sorta di industria strizzando l’occhio al capitalismo. 

Essenziale nel suo percorso artistico è la permanenza negli Stati Uniti, l’incontro a New York con Marcel Duchamp e poi con John Cage.

La pop art lo incuriosisce, senza farlo cadere nelle sue brame. 

La mostra al Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Mart) parte proprio dal dialogo con il pensiero innovativo di Duchamp.

A cura di Gianfranco Maraniello l’esposizione traccia un percorso attraverso i vari linguaggi espressivi di Baruchello.

L’artista ha sempre messo in discussione sistemi e convenzione grazie all’utilizzo di una molteplicità di linguaggi. 

Il sogno costituisce uno dei leitmotiv della retrospettiva in cui vengono esposte ben due opere create apposta per l’occasione.

 

 

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all'artista livornese

Gianfranco Baruchello: un omaggio doveroso all’artista livornese. Locandina della retrospettiva organizzata al Mart di Trento e Rovereto.

 

 

 

Finalmente possiamo parlare di un omaggio alla carriera artistica coadiuvato dall’artista stesso. Troppo spesso nel mondo dell’arte le retrospettive sono postume e la grandezza dei personaggi che popolano questo strano mondo viene riconosciuta con molti anni di ritardo. Negli ultimi tempi si è assistito ad un’inversione di tendenza con esposizioni dedicate tra gli altri a Giosetta Fioroni e Marisa Merz.

Fortuna non concessa a Maria Lai, ad esempio, a lungo ignorata dalla critica ed ora riscoperta da Biennali veneziane e manifestazioni quali dOCUMENTA.

Fortunatamente, dopo la scarsa attenzione dedicatagli, siamo corsi in tempo ai ripari: a novantaquattro anni Gianfranco Baruchello ha così ricevuto un merito omaggio.

 

 

 

 

 

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