Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Quest’anno Art Nomade Milan ha avuto la possibilità di partecipare alla preview della mostra-mercato più importante al mondo. Le sorprese non sono mancate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sveglia all’alba, direzione Basilea. 

Partendo da Milano ci attendono 4 ore in auto per arrivare a destinazione, ma l’appuntamento è di quelli da non perdere: la preview di Art Basel 2018.

 

 

 

Art Basel 2018: vi racconto come è andata - Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan.

 

 

 

La mostra-mercato svizzera è da molti considerata come la fiera più importante al mondo. Diventata un vero e proprio “brand” si svolge 3 volte all’anno, facendo tappa anche a Miami ed Hong Kong.

I top player del settore, siano essi operatori, collezionisti od artisti, fanno a gara per parteciparvi.

Ma non è solo l’edificio progettato da Herzog & de Meuron a catalizzare l’attenzione dei visitatori. Tutta la città è ricca di eventi che si dipanano a partire da Messeplatz 10, location della venue principale.

La descrizione completa potete trovarla qui

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Anche l’anno scorso ero stata ad Art Basel. Quindi, dopo due edizioni consecutive, posso ben affermare che se si vuole fare talent scouting bisogna dedicarsi alla visita dei tre spin-off della fiera principale.

Volta, Scope e Liste sono ricchi di artisti contemporanei interessanti i cui prezzi non hanno ancora raggiunto i vertici delle proposte delle main galleries di Art Basel

Sicuramente una sola giornata in città non basta: è consigliabile fermarsi per l’intera settimana. 

Quest’anno l’evento si tiene dall’11 al 17 Giugno, considerando anche i tre giorni di pre-apertura. 

 

Che dire dunque della partecipazione alla preview? Sinceramente l’idea mi allettava molto. Immaginavo di trovare meno “ressa” e potermi godere con tutta calma le opere (nb: l’anno scorso ero andata di Domenica… -.- ).  

 

 

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata - Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan. 

 

 

 

 

In realtà ho “scoperto un mondo” estremamente interessante. I collezionisti abbondano e, secondo alcuni insider, è ancora meglio prendere parte alla prima giornata di pre-apertura.

Infatti al 13 Giugno alcune delle opere più interessanti erano già state vendute :O . Chiaramente rimarranno esposte fino alla chiusura della fiera per non intaccare il lay out dei singoli stand. Money is the key, dunque anche l’articolazione dei pezzi all’interno dei singoli spazi è studiata in modo da catturare l’attenzione. Proprio come nelle boutique di alta moda. 

Del resto le gallerie d’arte partecipanti, provenienti da tutto il mondo, si tirano a lucido esponendo quanto di meglio hanno nel loro parterre.

Molto spesso Basilea è l’occasione adatta per adocchiare i proprietari delle location più esclusive. Ad esempio si dice non sia raro intravedere Larry Gagosian in persona che fa gli onori di casa del suo ampissimo stand…

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Non sono però tutte “paillets e lustrini“, a parte qualche volto noto dello show-biz italiano: per intenderci lo stand Ruinart non era preso d’assalto come l’anno scorso, complici forse le condizioni meteo non proprio ottimali per rimanere all’aperto.

ll segreto è proprio questo: senza eccesso di sfarzo i veri high-net-worth individuals appassionati d’arte si aggirano tra gli spazi a caccia del pezzo da novanta.

Certo, un occhio allenato non fa fatica a riconoscerli: stiamo parlando di persone con un patrimonio globale netto, immobile di residenza escluso, superiore ad un milione di dollari.

Il team di Art Basel li conosce bene e li menziona sempre nel suo report annuale “The Art Market“.

D’altra parte uno degli sponsor principali della fiera è la UBS, banca universale svizzera.

Anche noi italiani cominciamo a recuperare il tempo perduto ed analizziamo l’argomento 😉 .  Il rapporto Deloitte 2018 sul mercato dell’arte è stato in parte dedicato ai super-ricchi ed ai loro investimenti. 

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Durante la preview della 49esima edizione sono stati venduti: “Composition“, 1969 di Joan Mitchell (14 milioni di $); due opere di Kerry James Marshall (1,1 milioni di $);  “Coca Cola Vase” di Ai Weiwei (280 mila €).

Ovviamente molti altri pezzi sono andati sold-out, ma i venditori hanno preferito non rendere pubblici i dettagli delle transazioni.

Rispetto all’edizione 2017, quest’anno la mostra mercato mi è sembrata più ricca di novità e movimentata. I trend che si creano in fatto di artisti e quotazioni detteranno legge per tutto l’anno a venire in termine di gusti e prezzi dei singoli artisti. 

Dunque se l’anno scorso abbondava l’Arte Povera, quest’anno a farla da padrone pare sarà la Pop Art.  I due Robert,  Rauschenberg ed Indiana, erano esposti in molte gallerie.

Un’attenzione crescente per il lavoro di  Robert Indiana era tutto sommato prevedibile vista la sua recente scomparsa. La Galleria Gmurzynska di Zurigo ha dedicato l’intero spazio proprio all’artista statunitense.

 

 

 

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata - Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan. Galleria Gmurzynska, stand dedicato a Robert Indiana, Art Basel 2018.

 

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

 

 

Ma Art Basel non è solo arte contemporanea. Anche l’arte moderna trionfa, con pezzi che raramente si ha l’occasione di vedere al di fuori dei musei.

Si potevano ammirare opere di Pablo Picasso, Joan Miró, Marchel Duchamp, Francis Picabia, solo per citarne alcuni.

Volendo individuare una possibile tendenza anche per questo comparto rimarchevole è stata la presenza di opere Picabia. Che si cerchi dunque di gettare nuova luce sul percorso artistico del francese?!

In questo campo a farla da padroni sono state l’italiana Galleria dello Scudo e la neyorkese Helly Nahmad Gallery. Se per la galleria veronese non vi erano dubbi, Massimo Di Carlo è un vate in questo ambito, la Nahmad è stata per me una piacevole sorpresa.

Conoscevo la loro attività londinese legata al contemporaneo, meno il polo d’arte moderna. 

 

 

 

 

Art Basel 2018: vi racconto come è andata - Art Nomade Milan

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan. Lo stand della Helly Nahmad Gallery ad Art Basel 2018.

Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

 

 

 

Balzando di nuovo ai giorni nostri ci sarebbero pagine e pagine da scrivere in merito agli in (ed anche agli out) di questa 49esima edizione.

Lara Favaretto, Paolo Icaro, Gilberto Zorio, tanto per rendere onore ai compatrioti;  Shirin Neshat, Jana Sterbak, Wolfang Laib…ecco per quest’ultimo mi è davvero scattato un coupe de foudre

Eppure per una full immersion sui singoli artisti di Art Basel 2018 dal punto di vista Art Nomade dovrete attendere ancora un po’ 😉

 

 

Stay Tuned!!!

 

 

 

 

 

 

 

One comment on “Art Basel 2018: vi racconto come è andata – Art Nomade Milan

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.