Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Curatore: Bettina Kaufmann
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Jaca Book
  • 200 pagine
  • Euro 50,00

 

 

 

 

Se dovessi dare un sottotitolo a questa recensione non potrei che sentenziare: “quando Rainer Marie Rilke ti parla dell’arte di Paul Cézanne“.

Il prezzo è alto, ma questo volume non può mancare nella libreria dei veri intenditori ed appassionati d’arte.

Bettina Kaufmann ha ricomposto la mostra di Paul Cézanne al Grand Palais del 1907 attraverso gli occhi del celebre poeta austriaco, riuscendo con certezza a ricollocare buona parte dei 57 quadri.

Alla storica dell’arte si deve infatti la ricostruzione dell’elenco completo delle opere presenti.

Una vera impresa visto che dell’esposizione non è rimasto alcun documento fotografico coevo.

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

La mostra, organizzata un anno dopo la morte del maestro durante il Salon d’Automne, ha segnato in maniera profonda la storia della figurazione. 

Da quel momento Paul Cézanne iniziò ad essere considerato un innovatore dell’arte novecentesca.

All’epoca Rilke, poco più che trentenne, era già un poeta affermato che aveva oltretutto collaborato con lo scultore Auguste Rodin

Era dunque avvezzo all’arte, ma, alla vista dell’esposizione, ne rimase completamente stregato.

Riportò così le sue impressioni in numerose lettere indirizzate alla moglie, la scultrice Clara Westhoff

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Rilke comprese che l’arte di Rodin “non gli bastava più“: “imparo a vedere” sosterrà osservando le opere di Cézanne. Ma la riflessione lo spinse più nel profondo fino a farlo ragionare sulla caducità della vita.

L’impegno psicologico profuso da Rilke fu tale che il poeta si domandò se sarebbe riuscito ad accompagnare la moglie in vista al Salon!

Come Cézanne continuava a dipingere la sua adorata Sainte Victoire, così Rilke tornava ogni giorno a visitare la retrospettiva riportando le sue sensazioni a Clara.

Nelle lettere descriverà minuziosamente i ritratti di Mme Cézanne e l’autoritratto dell’artista.

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Dunque la figurazione del pittore si ri-articola nelle parole di Rilke e da questo incontro nascono delle nuove immagini. Questo è il pregio del volume della Jaca Book: l’incontro tra uno dei maggiori artisti ed uno dei più importanti poeti del secolo appena trascorso.

Inoltre Il libro contiene, a guisa di prefazione, un saggio del Professor Franco Rella, docente di Estetica all’Università IUAV di Venezia nonché scrittore e profondo estimatore di Rilke.

Rella sostiene che il rapporto tra il poeta austriaco e l’artista francese sia così profondo che si possano rileggere le celebri Elegie alla luce di questo sodalizio postumo. Cézanne era infatti già scomparso da un anno, ma le sue opere hanno davvero parlato al cuore di Rainer Marie Rilke

Alla presentazione del volume, avvenuta nella libreria milanese Tempo Ritrovato Libri, il docente, non a caso, ha citato la meravigliosa composizione di Charles BaudelaireUna Carogna“.

 

 

E con questa vi lascio e vi aspetto alla prossima recensione 🙂

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

 

Da “I fiori del male” (Les fleurs du Mal), 1857-1861.

 

Ricordate, anima mia, la cosa che vedemmo
quel così dolce mattino d’estate;
alla svolta d’un sentiero un’infame carogna
su un giaciglio cosparso di sassi,

le gambe all’aria, come una donna impudica,
ardente e trasudante veleni,
spalancava in modo cinico e disinvolto
il ventre pieno d’esalazioni.

Il sole irradiava questo putridume,
come volesse cuocerlo a puntino,
e rendere centuplicato alla grande Natura
tutto ciò che essa aveva congiunto;

e il cielo osservava la superba carcassa
schiudersi come un fiore.
Talmente forte era il fetore, che sull’erba
vi sentiste svenire.

Le mosche ronzavano sopra quel ventre putrido,
da cui uscivano neri battaglioni
di larve, che colavano come un liquido denso
lungo quei brandelli di vita.

Il tutto scendeva e risaliva come un’onda
o si slanciava gorgogliando;
si sarebbe detto che il corpo, gonfiato da un vago soffio,
vivesse moltiplicandosi.

E questo mondo produceva una strana musica,
come l’acqua corrente e il vento,
o come il grano che il vagliatore con movimento ritmico
gira e agita nel vaglio.

Le forme svanivano e non erano più che un sogno,
un abbozzo lento a venire
sulla tela dimenticata che l’artista completa
solamente con la memoria.

Dietro le rocce una cagna inquieta
ci guardava con occhio crucciato,
aspettando il momento per riprendere allo scheletro
il boccone che aveva lasciato.

− Eppure voi sarete simile a questa sozzura,
a quest’orribile infezione,
stella dei miei occhi, sole della mia natura,
voi, mio angelo e mia passione!

Sì! tale sarete, o regina delle grazie,
dopo gli ultimi sacramenti,
quando andrete sotto l’erba e i rigogliosi fiori,
a marcire tra le ossa.

Allora, o mia bellezza! dite ai vermi
che vi mangeranno di baci,
che ho conservato la forma e l’essenza divina
dei miei amori disfatti!

One comment on “Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

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