Franco Mazzucchelli: “Bi-face”. Gaggenau HUB – Art Nomade Milan

Franco Mazzucchelli: “Bi-face”. Gaggenau HUB – Art Nomade Milan

Franco Mazzucchelli Bi-face

Dopo l’avventura al Museo del Novecento e l’intervento alla Design Week 2018 l’artista milanese si rimette in gioco nello spazio milanese Gaggenau 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non ti abbandonerò mai“, riflessione sul periodo di produzione 1964-1979 tenutasi al Museo del Novecento, esemplificava la poetica di Franco Mazzucchelli tramite 50 opere.

Come conclusione concettuale di questa retrospettiva il Gaggenau DesignElementi HUB ospita la personale “Bi-face“.

Frutto del sodalizio con l’eclettico Sabino Maria Frassà, direttore artistico di Cramumil percorso include opere, di cui alcune inedite, riunite per la prima volta assieme. 

Gli 8 Bifacciali in mostra completano a livello teorico il ciclo della “Bieca Decorazione”, iniziato negli Anni Novanta.

Bieca Decorazione” ?!

Ebbene sì, l’aggettivo utilizzato ha volutamente una sfumatura critica.

Mazzucchelli si è sempre mostrato contrario alla mercificazione dell’arte e quando, dopo la mostra del 1971 allo spazio Di Gennaro, si accorge che il pubblico desidera acquistare i suoi “quadri gonfiabili”, impiega anni prima di produrli.

L’arte è una forma di comunicazione ed il messaggio che Mazzucchelli trasmette con il suo percorso artistico è una riflessione sul ruolo stesso della produzione e sulle sue implicazioni sociali.

 

 

Franco Mazzucchelli: “Bi-face”. Gaggenau HUB – Art Nomade Milan

Franco Mazzucchelli Bi-face

Franco Mazzucchelli: Bi-face. Gaggenau HUB

Franco Mazzucchelli: “Bi-face” – Gaggenau HUB. Uno degli 8 Bifacciali in mostra fino al 21 Settembre nello spazio Gaggenau di Corso Magenta n.2, Milano.

 

Franco Mazzucchelli Bi-face

 

I “Bifacciali” sono tutti speculari e diversi, con almeno un elemento, un’impuntura rossa.

Di PVC riflettente, ma non specchiante a parte la base, instaurano con il visitatore un gioco di rimandi che sovverte le concezioni di davanti-dietro, ambiente ed opera.

La struttura è in legno.

Totalmente fatti a mano, all’incirca una settimana di lavoro di più persone, vengono elettro saldati tramite lo stesso macchinario che Mazzucchelli usava negli Anni Sessanta. 

L’elemento dell’artigianalità ha quindi un ruolo primario. 

Durante la visita dello spazio Gaggenau sorge però spontanea una domanda:

come possiamo definire tali opere? Quadri? Sculture? “Quadri-sculture”?

Siamo ormai così abituati a categorizzare, ad inserire all’interno di compartimenti stagni le manifestazioni che sovvertono la logica… che di fronte al fluire artistico cerchiamo una definizione che riconduca il tutto ad elementi universalmente noti.

Ed è qui che la grandezza di Mazzucchelli trionfa.

Bifacciali infatti interrogano lo spettatore ponendogli ironici quesiti sul futuro dell’arte: sono quadri, ma non si appendono, sono sculture, ma a dimensione di tavola, sembrano specchi, ma non riflettono.

Franco Mazzucchelli Bi-face

La capacità di Mazzucchelli di rimettersi in gioco sorprende: il suo spirito critico e provocatorio trova nuova linfa in queste opere prodotte negli ultimi due anni.

L’artista non vuole svilire il concettuale, ma farci riflettere sul ruolo dell’arte e dello sguardo, sulla negazione della funzionalità che dovrebbe differenziare la produzione artistica dal design

Franco Mazzucchelli Bi-face

Grande sperimentatore, pioniere della ricerca sui materiali plastici, l’innovazione di Mazzucchelli incontra non a caso il brand Gaggenau, marchio del gruppo Bosch specializzato in elettrodomestici di alta gamma e nato come produzione di utensili nel lontano 1683. 

Alcuni potrebbero dunque pensare che l’artista abbia “cambiato rotta” rispetto alle sue prime opere “sociali”. Venivano installate in luoghi aperti e lì abbandonate osservando il comportamento della comunità.

In realtà Mazzucchelli ci dimostra che “la creatività non ha età”, dando vita ad un nuovo rapporto con l’ambiente e ad un’interrogazione sul ruolo dell’arte in senso lato.

Oltretutto il rapporto con il paesaggio urbano è tornato nuovamente protagonista durante la Design Week 2018 grazie all’intervento “SALVAMI | ANDATA – RITORNO” attorno alla Stazione Centrale, da Via Ferrante Aporti a Piazzetta Gluck.

Un’installazione di 350 metri concepita come ri-attualizzazione del “vivere in città” oggi più che mai diventato alienante. Simbolica da questo punto di vista la “camminata con l’artista” che ne ha inaugurato la posa.

Non possono così che tornarmi alla mente le parole di S.M. Frassà estremamente veritiere in questo contesto:

in fondo l’opera d’arte “è di chi la vive“.

Franco Mazzucchelli Bi-face

 

Franco Mazzucchelli: “Bi-face”. Gaggenau HUB – Art Nomade Milan

Franco Mazzucchelli. “Bi-face” 

DOVE:  • Gaggenau DesignElementi HUB, Corso Magenta 2, 20121 Milano

GIORNI ED ORARI DI APERTURA:  

• 21 GIUGNO 2018 – 21 SETTEMBRE 2018

Lun. – Ven. 10.00 – 18.30.

COSTO:  • Ingresso gratuito

 

One comment on “Franco Mazzucchelli: “Bi-face”. Gaggenau HUB – Art Nomade Milan

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.