INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0

Ultimo weekend di apertura della mostra che coniuga le eccellenze del Bel paese e la filantropia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arte ed industria: un binomio a volte vincente.

No, non voglio riproporvi l’annosa querelle sulla riproducibilità delle opere artistiche e sulla conseguente stima del loro valore 😉

Voglio invece presentarvi un progetto molto interessante.

Location: l’Orangerie della Villa Reale di Monza.

Fino a Domenica 23 Settembre è infatti possibile visitare gratuitamente l’esposizione “INDART-Industries Join Art“: 20 opere contemporanee prodotte grazie al supporto di 10 industrie dell’eccellenza del made in Italy

Se nessuno può negare la ricchezza del panorama storico artistico italiano, la stessa cosa purtroppo non vale per il nostro tessuto industriale.

I tempi del boom sono ormai ben lontani.

Crisi economica, colossi imprenditoriali che delocalizzano gli impianti, piccole e medie imprese che chiudono faticando a reggere la concorrenza. 

Anche la provincia monzese ne ha risentito: nei dintorni della città è facile imbattersi in  aree industriali dismesse.

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0

Ma INDART vuole raccontarci una storia differente fatta di aziende, fiore all’occhiello nei loro settori di produzione, e di mecenatismo, formula di sostegno alla cultura che ormai gli USA hanno fatto propria.

L’idea è quella di affidare a 10 imprese 20 artisti contemporanei chiamati a re-interpretare il prodotto industriale dei partner ed a trasformarlo in altrettante opere d’arte.

Insomma due creativi per ciascun soggetto produttivo.

Si va dal plexiglass all’acciaio, dal vetro al tessuto, lasciando libero sfogo all’inventiva per dar vita ad un nuovo dialogo estetico.

La selezione degli artisti ed il loro abbinamento alle aziende sono stati curati da un apposito comitato scientifico composto da esperti quali lavio ArensiValerio DehòAlberto FizFranco Marrocco ed Elena Pontiggia.

 

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0

 

INDART - Industries Join Art. Il mecenatismo nell'epoca 2.0

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0. Dany Vescovi, “OX-AU79”, 2018, tecnica mista su lino, particolare.

 

 

 

Devo dire che i risultati sono stati molto interessanti. Il lay out espositivo a pannelli bianchi ed il percorso di visita favoriscono una piena fruizione delle opere.

Non nascondo che a rendere l’esperienza ancora più piacevole è anche il roseto Niso Fumagalli.

Lo si attraversa per entrare nell’Orangerie.

 

 

 

 

INDART - Industries Join Art. Il mecenatismo nell'epoca 2.0

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0. Il cancello d’entrata dell’Orangerie, preceduta dal roseto dedicato a Niso Famugalli e curato dall’Associazione Italia della Rosa.

INDART – Industries Join Art. Il mecenatismo nell’epoca 2.0

 

 

 

Tra gli artisti selezionati vi sono nomi più o meno conosciuti dagli appassionati di arte quali Omar Galliani e Riccardo GusmaroliGiovanni AbaneseArcangelo, Maurizio Cannavacciuolo, Anna Caruso,Tommaso Cascella, Aldo Damioli, Ulrich Egger, Massimiliano Galliani, Giuseppe Gallo, Paolo Grassino, Elio Marchegiani, Matteo Negri, Gianni Piacentino, Roberto Pugliese, Rosa Maria Rinaldi, Giampaolo Truffa, Luca Vernizzi, Dany Vescovi.

Le aziende invece sono: Studio FM (visual design); Pilot Italia (produzione etichette); Gruppo OMP (produzione meccanica);  Gruppo CMS S.p.A. (produzione meccanica); Montrasio Italia (produzione tessuto non tessuto); Iluna Group (tessile/moda); Anemotech (sistemi riduzione inquinamento); Burgo Distribuzione (carta); Gruppo Meregalli Vini; Ermanno Scervino.

Insomma una combinazione di settori industriali storici e nuove frontiere produttive.

Il progetto, al suo primo anno di vita, è stato già strutturato con un respiro internazionale: dopo il 23 Settembre le opere saranno spostate alla Kamil Art Gallery di Montecarlo.

Dunque non solo arte e made in Italy: i pezzi verranno infatti battuti all’asta nel principato ed i proventi devoluti a due associazioni benefiche (Comitato Maria Letizia Verga ONLUS e Fight Aids Monaco). 

Il tutto è stato supportato da un’ottima campagna di comunicazione sui principali social network ed un sito internet creato ad hoc. Le sponsorizzazioni sono state numerose, sia di enti privati che pubblici, tra cui Regione LombardiaProvincia di Monza e Brianza e Comune di Monza.

Che dire…made in Italy, mecenatismo e filantropia: un’occasione di visita da non perdere e sicuramente un mix da riproporre 🙂

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.