GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

La seconda edizione della fiera di arte contemporanea si è contraddistinta per il ritorno alla pittura figurativa e l’eleganza dell’esposizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si sa, certi amori compiono dei giri immensi e poi ricompaiono, come cantava Antonello Venditti.

L’eterno “ritorno dell’uguale” la fa da padrone anche nel fashion system: le mode passano per poi ripresentarsi qualche decennio più tardi.

L’arte è sicuramente un sistema a se stante, ma non si sottrae a questa tendenza.

Ed ecco che, dopo anni di ricerca, sperimentazione, stravolgimento dei canoni, la pittura figurativa torna alla ribalta!! 

Ci aveva già pensato l’Officiel Art a sbandierare il riemergere del trend nel magazine n.3/2018, dedicando la copertina alla mostra su Albert Oehlen organizzata a Palazzo Grassi (VE).

A rimarcare il concetto è poi arrivata GrandArt, la più giovane fiera di arte contemporanea milanese. 

Tenutasi lo scorso weekend al The Mall, quest’anno ha avuto come sponsor tecnici il broker assicurativo Big Ciaccio Arte e la piattaforma online Kooness.

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

Il comitato scientifico, presieduto da Angelo Crespi, ha condensato lo spirito dell’edizione 2018 nell’aforisma “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni” (Pablo Picasso).

Motto incisivo che si è sposato con la scelta dei temi delle conferenze, altra “chicca” di quest’edizione.

I talk sono stati in gran parte dedicati all’interazione tra quotidianità ed arte. Mercato, nuovi media di comunicazione e vendita di arte online: l’intreccio tra creazione e vita diventa sempre più complesso nell’epoca digitale.

In tutta questa modernità la pittura si è però inserita benissimo, dimostrandoci come l’inventiva sia contagiosa.

La figurazione oggi è più viva che mai: su queste ed altre considerazioni si sono espressi proprio Crespi, Demetrio Paparoni e Ivan Quaroni Sabato 10 Novembre.

Del resto le sessanta Gallerie partecipanti a GrandArt (20% di presenze in più rispetto alla prima edizione) hanno dimostrato come il legame tra nuove tecniche, materiali moderni e storia dell’arte sia inscindibile.

Dunque, senza tante distinzioni in termini di cronologia e correnti, le creazioni che più mi hanno colpita sono state quelle di Luigi Ontani, Bernard Aubertin, Giosetta Fioroni e Aldo Mondino

Oltretutto Bernard Aubertin è sempre più presente nelle aste e nelle fiere italiane.

Invece, parlando di gallerie, hanno attirato la mia attenzione la bresciana L’Incontro, la milanese Le Pleiadi, la londinese Jerome Zodo e la svizzera Imago Art Gallery, che ha riproposto Matteo Pugliese.

 

 

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

 

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura. Imago Art Gallery, Matteo Pugliese, “Samurai XII”.

 

 

 

 

 

Una considerazione a parte merita lo Studio Guastalla che ha presentato gli artisti del gruppo Effe4Ali Hassoun, Vanni Cuoghi, Giuseppe Veneziano, Massimiliano Alioto. Un’unione nata da amicizie reali, incontri offline organizzati per discutere della passione comune per la tela, il pennello e la figurazione. 

La sigla Effe4 racchiude molteplici significati: in primis richiama i Fantastici 4 dei fumetti Marvel, oltre a rimandare alle quattro modalità di figurazione ed ai diversi immaginari dei singoli compenenti del gruppo.

 

 

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

 

 

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura

GrandArt 2018 celebra con eleganza il ritorno alla pittura. Ali Hassoun, “Lo specchio di Venere”

 

 

 

 

Oltre alle gallerie era anche possibile visitare la mostra “Dalla Ca’ Granda a GrandArt“: una selezioni di ritratti di grandi benefattori dell’Ospedale Maggiore ad opera di artisti quali Mario Sironi.

Dunque location eccezionale, allestimento curato nei mini dettagli dallo Studio Michele Piva, stand ampi ed accattivanti, eppure…GrandArt pare non aver convinto appieno il pubblico milanese.

Girovagando in fiera l’ultimo giorno e parlando con alcuni galleristi il malumore era abbastanza palpabile. Sembra che l’affluenza di pubblico non sia stata altissima ed il volume d’affari sia andato di conseguenza.

Siamo quindi giunti al livello di saturazione in quanto a mostre mercato d’arte?!

Effettivamente, senza contare le grandi e storiche esposizioni di settore, il numero degli eventi in Italia ed all’estero è aumentato a dismisura.

Ormai ogni capoluogo di regione e di provincia ha la sua fiera d’arte annuale.

Un esempio pratico? Terminata Artissima a Torino, è già tempo di Art Padova.

Questo fiorire di eventi porta con sè numerose considerazione per gli operatori del settore: ha ancora senso avere uno spazio fisico, una galleria d’arte, sostenendone ogni mese i costi fissi?

Oppure si potrebbe optare per una vetrina online, partecipando ogni mese alle fiere più importanti?!

Pare che le mostre mercato siano diventate le reali piazze di vendita.

D’altro canto é anche vero che si parla sempre più di business nel mondo dell’arte, perdendo un po’ di vista la poetica ed i significati intrinsechi delle opere.

In realtà la sperimentazione artistica avrebbe bisogno di investimenti mirati proprio come la ricerca scientifica.

E GrandArt?!

Beh, che dire…arrivederci al prossimo anno, sperando in un incremento di pubblico… 😉

 

 

 

 

 

 

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