La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub

La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub

La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub

Conclusasi il 13 Gennaio, “Reflections and Distorsions” ha portato a Milano i lavori di Maria Wasilewska. Vi racconto chi è l’artista polacca.

Cosa rimane della land art una volta terminato l’intervento?

É da questa domanda che voglio partire per narrarvi chi è Maria Wasilewska, artista nata a Torun nel 1971. Vincitrice del settimo Arte Laguna Prize ed insegnante all’Università di Cracovia, Maria ha vissuto appieno il caos postmoderno.

Dalla caduta del Muro di Berlino alla grande recessione del 2008, i protagonisti indiscussi della quotidianità sono stati la distorsione, lo stravolgimento, il dualismo tra l’immagine di grandezza e la povera realtà dei fatti.

Sono questi i concetti che Maria Wasilewska esprime nelle sue creazioni.

Lo spazio esterno diventa il soggetto attraverso un attento lavoro di documentazione.

Parlavo infatti di land art perché, nonostante non mi piaccia categorizzare, l’opera dell’artista polacca si avvicina molto a questa definizione. 

La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub
La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub
La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub. “Reflections and Distorsions”.

Una delle particolarità della Wasilewska è che alcuni suoi scatti riprendono dei visitatori mentre fotografano le sue composizioni.

È così che lo spazio assume un ruolo centrale. Il mondo appare sottosopra, coerentemente alla sottile critica sociale espressa in ognuno dei suoi pezzi. Chi sono i fotografi? Sono loro i veri artefici dell’opera d’arte? Sembrano maschere e richiamano alla memoria la poetica pirandelliana dell'”Uno, nessuno e centomila“. Riflessione e distorsione si confermano ancora di più quali chiavi di lettura della sua filosofia.

Oltre alle immagini, al Gaggenau DesignElementi HUB erano esposte sei sculture inedite in legno ed acciaio. Completavano il progetto “Distorsions” avviato nel 2014 proprio a Milano presso Amy-d Arte Spazio, galleria che rappresenta la Wasilewska in Italia.

La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub
La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau Hub
La disarmonia che diventa arte: Maria Wasilewska al Gaggenau HUB. “Reflections and Distorsions”.

L’artista plasma artigianalmente le sue creazioni, ideando dei “finti” oggetti di design. Ciò che li differenzia da questi ultimi è il loro contenuto etico-sociale, che li trasforma in arte.

Tali ready-made sono una rivisitazione della matrice duchampiana.

Reflections and Distorsions“, curata da Sabino Maria Frassà, è stata presentata in occasione del centenario dell’indipendenza polacca (1918-2018). Un’ottima occasione per celebrare l’importante avvenimento. La retrospettiva ha infatti ottenuto il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica polacca.

Inoltre la personale di Maria Wasilewska conclude il ciclo artistico ON REFLECTION promosso dal progetto no profit CRAMUM e dal brand di elettrodomestici di alta gamma Gaggenau.

La proficua collaborazione però non finisce qui: il curatore sta già lavorando alla prossima esposizione, dal titolo “Benedicente”.

Il nome dell’artista è ancora top-secret. Per avere più informazioni si dovrà attendere il lancio del libro “On Reflection“. In quell’occasione verrà presentato il ciclo artistico 2019.

La partnership tra CRAMUM e Gaggenau si conferma a pieno titolo come uno degli eventi culturali milanesi da tenere sott’occhio 😉

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