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ARTONAUTI – Le figurine dell’Arte   Art Nomade Milan

ARTONAUTI – Le figurine dell’Arte Art Nomade Milan

ARTONAUTI – Le figurine dell’Arte Art Nomade Milan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Curatore: Daniela Re, Marco Tatarella
  • Data di pubblicazione: 2019
  • Wizart S.r.l.
  • 66 pagine
  • Euro 3,00

 

 

Buon pomeriggio ragazzi!

Era da un po’ che non redigevo recensioni e questa sarà speciale.

Nella mia mente riecheggia ancora l’infelice battuta del ministro Bonisoli: “Storia dell’arte a scuola? La abolirei“.

Era l’Ottobre 2018, sono passati 8 mesi e fortunatamente i programmi scolastici non sono cambiati.

Il pericolo però è sempre in agguato, ma…a salvarci potrebbero pensarci loro: gli ARTONAUTI.

 

ARTONAUTI – Le figurine dell’Arte Art Nomade Milan

 

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ARTONAUTI è il primo album di figurine inerenti la storia dell’arte in Italia e nel mondo. 

Così, dopo lo storico album Panini dedicato ai VIP del calcio, anche Michelangelo, Leonardo, Raffaello & company diventano super star 😉

Nato da un’idea di Daniela Re e Marco Tatarella è edito da Wizart srl. L’impresa sociale no profit, grazie al progetto, ha vinto la quarta edizione del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo.

Il target sono i bambini dai 7 agli 11 anni: molte scuole hanno aderito (circa 2.000), creando dei veri e propri album di classe. ARTONAUTI ha riscosso un enorme successo anche tra gli adulti, travolti dal meccanismo “ce l’ho, ce l’ho, manca“, che caratterizza lo scambio dei doppioni.

Se vi piace scorrazzare sui social, collegandovi a Facebook, troverete un sacco di gruppi nati per il cambio delle doppie!

Io ho avuto il privilegio di ricevere l’album in omaggio in anteprima, merito della gentilezza del press office Maria Chiara Salvanelli.

 

 

 

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ARTONAUTI – Le figurine dell’Arte Art Nomade Milan

 

ARTONAUTI …ma cosa significa questo termine?

Si tratta di un neologismo coniato sintetizzando le parole arte, astronauti ed Argonauti, per evocare personaggi epici e viaggi fantastici. 

E di avventura infatti si tratta.

Non ci troviamo di fronte ad una semplice collezione: il racconto, posto nell’introduzione dell’album, narra la storia di due ragazzi, Alessandro e Morgana, di una nonna inventrice tutto pepe, Artemisia, e del cagnolino Argo. Uno specchio spazio-temporale, non ancora collaudato, farà viaggiare i ragazzi dalla preistoria fino agli inizi del Novecento.

 

 

 

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ARTONAUTI – Le figurine dell’Arte Art Nomade Milan

Gli eventi si concludono a pagina 63…o forse no?!

In realtà non è vi è un vero e proprio finale. L’album termina con Alessandro e Morgana che non sono ancora tornati nel presente. 

Gli ideatori hanno infatti dichiarato che, dopo questa prima edizione, seguiranno altre raccolte dedicate alla storia dell’arte moderna e contemporanea, oltre a monografie su singoli artisti. 

Tutto dipenderà dal successo dell’operazione, aggiungo io.

La grafica non è delle più accattivanti, ma nemmeno pessima come alcuni commentatori hanno scritto sui social. Semplicemente un pochino retrò

Comunque, nelle settimane successive l’uscita del 15 Marzo, i pacchetti sono andati a ruba: l’album e le figure erano diventati introvabili, specie nei piccoli centri.

Un bel successo, vero?!

Vi è comunque la possibilità di acquistarle online sul loro sito web (clicca qui) ed anche Amazon ha iniziato a smerciarle.

 

 

 

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ARTONAUTI si compone di 66 pagine, 28 illustrazioni, 65 opere d’arte, 20 quiz e indovinelli e 2 pagine di giochi: un totale di 216 figurine.

Ogni bustina, acquistabile nelle edicole, contiene 5 figurine ed una Twin Card per un prezzo di Euro 0,60. Collezionandole tutte si potrà giocare a memory, trovando la coppia di carte “gemelle” raffiguranti la medesima opera d’arte.

Ad ogni periodo storico artistico sono dedicate 4 pagine, le prime due introduttive e le restanti con la descrizione delle opere ed alcune didascalie informative. Si imparano curiosità attinenti la vita quotidiana dell’epoca, le tecniche artistiche utilizzate ed aneddoti storici. Vi sono inoltre approfondimenti dedicati a singole figure come Botticelli, Leonardo, Artemisia Gentileschi e Arcimboldo

 

 

 

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Scopo del progetto è imparare la storia dell’arte divertendosi, memorizzando artisti e masterpiece.

Lo sa bene l’ideatrice, Daniela Re, che nella vita è un’insegnante, mediatrice culturale ed esperta in riabilitazione cognitiva, con focus sul mondo educativo della scuola primaria.

Marco Tatarella è invece da 11 anni proprietario di una casa editrice che si occupa di libri d’arte, architettura e di periodici di musica. 

L’idea è davvero vincente, aspettiamo i prossimi mesi per valutarne i risultati.

Io, intanto, ho quasi completato il mio album 😉

 

 

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

Dopo l’excursus sui Pupi siciliani, prosegue il viaggio di Art Nomade Milan tra le tradizione popolari italiane ed il teatro di figura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il traffico milanese si sa mette duramente alla prova i lavoratori meneghini.

Certo, per sentito dire pare che la situazione a Roma sia peggiore, comunque ogni giorno anche a Milano si devono compiere delle rocambolesche manovre per giungere sul posto di lavoro.

Per non parlare poi dei “poveri” ritardatari cronici come me… 😉

Qualche volta però le code hanno i loro lati positivi.

Infatti, proprio per evitare un ingorgo stradale, mi sono imbattuta nel cartellone del Teatro Gerolamo.

 

 

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni. Interno del Teatro Gerolamo.

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

 

 

Il Teatro è stato costruito nel 1868 in Piazza Beccaria, a pochi passi dal Duomo.

Il modello preso ad esempio?! 

Naturalmente la Scala, ma in versione mignon.

Dotato di due ordini di palchi, loggione e platea il Gerolamo in origine poteva ospitare 600 spettatori che lo affollavano per seguire, udite, udite…spettacoli di marionette e teatro dialettale!

L’edificio merita già di per sé una visita, ancora meglio se si assiste ad uno degli spettacoli organizzati dalla compagnia marionettistica Carlo Colla & Figli.

Purtroppo nella stagione 2018/2019 saranno solo due le piece proposte in questa location: “Gerolamo Falso Testamentario” e “Gerolamo Finto Orso“.

Ma Gerolamo…Gerolamo…chi era costui?!

Il personaggio di Gerolamo della Crina, in livrea settecentesca rosso scuro e cravatta bianca malamente annodata, è stato sempre molto amato dal pubblico milanese.

Le sue origini rimontano alla prima metà del Seicento nell’Astigiano.

Curiosamente anche Genova compare nelle peripezie della marionetta: nel Settecento gli spettacoli di Sales furono banditi dal Doge Girolamo Luigi Durazzo a seguito della scomoda omonimia.

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni. Eugenio Monti Colla abbraccia la marionetta di Gerolamo (sulla sinistra). Il marionettista è recentemente scomparso. Photo credit: Lombardia Beni Culturali.

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

 

I sessanta minuti in scena scorrono veloci.

La riduzione della commedia di Jean-François RegnardLe légataire universel“, è comparsa nel repertorio della Carlo Colla & Figli nel 1925 sotto il nome di “Gerolamo Falso Testamentario“.

Nella piece il servo Gerolamo si sostituisce allo zio moribondo del suo padrone per stilare un testamento a favore di quest’ultimo e permettergli di coronare il suo sogno d’amore. Varie vicissitudini accompagnano lo svolgersi della trama, nella quale si inseriscono anche maschere famose quali Brighella,Tartaglia ed il Dottore.

Non avevo mai assistito ad uno spettacolo di marionette prima d’ora: l’altezza dei personaggi è notevole, quasi 1 metro.

I fili che comandano le loro movenze si notano, ma questo non influisce sulla percezione generale di fluidità e vitalità.

Nello spettacolo “Gerolamo Falso Testamentario” le voci dei protagonisti venivano prodotte tramite una registrazione audio.

Gli spettatori hanno così ascoltato Eugenio Monti Colla nei panni di Gerolamo. 

Se però dovessi dire cosa in assoluto mi abbia più colpita, non avrei dubbi: i visi delle marionette ed i fantastici costumi, dalla stoffe preziose ed i dettagli ricchissimi. 

Isabella, promessa sposa di Ottavio, nipote dell’avaro Geronte, aveva dei lineamenti che davvero la facevano assomigliare ad un’attrice in carne ed ossa, soprattutto vista sul palco in distanza.

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni. In primo piano le marionette di Isabella ed Eugenia, utilizzate nella piece “Gerolamo Falso Testamentario”. Photo credit: Carlo Colla & Figli.

 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

 

Eugenia, Isabella, Lisetta, Gerolamo, Orgonte, Ortenzio, Ottavio…alla fine gli applausi a scena aperta sono per loro, le vere star, oltre che per gli abili ed instancabili artisti che gli danno vita.

Perché il lavoro del marionettista è alquanto faticoso: spalle e braccia stimolate per lungo tempo da pesi di tutto rispetto.

Mi ha fatto molto piacere notare che i manovratori erano tutti giovani.

Insomma: un passato che si tramanda e che fortunatamente non viene dimenticato come spesso accade alle tradizioni popolari ed ad alcune arti applicate.

L’Associazione Grupporiani, che dal 1984 gestisce la Carlo Colla & Figli, è sempre stata in prima linea su questo fronte grazie alla scuola di teatro di animazione ad indirizzo marionettistico “Fiando“. 

Carlo Colla & Figli: marionette e risate da cinque generazioni 

Ma come nasce la passione e la professione dei Colla?

Nel Settecento Giambattista Colla era un ricco commerciante meneghino. Secondo le usanze del tempo aveva adibito una sala del suo palazzo a location per spettacoli anche di marionette.

Quello che era dunque uno svago privato poi diventò un vero e proprio mestiere a causa di sfortunate vicissitudini economiche del ramo familiare. Nel 1835 si hanno notizie della Compagnia Colla in Piemonte, sotto l’egida di Giuseppe, il figlio ormai trentenne. Alla morte di quest’ultimo i suoi tre eredi, Antonio, Carlo e Giovanni, diedero vita ciascuno ad una compagnia.

Precisamente da Giovanni discende “Le marionette di Gianni e Cosetta Colla“, mentre da Carlo appunto la “Carlo Colla & Figli“.

Sapori antichi, storie di popolo e di tradizioni, musica suonata dal vivo durante gli spettacoli: tutto accompagna lo spettatore in una coinvolgente atmosfera d’altri tempi.

La ciliegina sulla torta è però l’atelier Carlo Colla & Figli, in Via Montegani 35.

É possibile visitarlo acquistando anche un biglietto cumulativo, laboratorio + spettacolo.

Beh…un’esperienza da provare, soprattutto per chi ancora crede che questo sia un mondo che affascini esclusivamente i bambini 😉

Io non vedo l’ora di scoprirne di più, soprattutto sulla produzione dei costumi dei personaggi…e voi?!

IDEA Academy: quando arte tradizionale e digitale si incontrano

IDEA Academy: quando arte tradizionale e digitale si incontrano

IDEA Academy

IDEA Academy: quando arte tradizionale e digitale si incontrano

Sede a Roma e “cuore” negli States: IDEA Academy mira a formare i futuri protagonisti dell’intrattenimento.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi ormai mi segue da un po’ di tempo sa che non sono solita redigere articoli su occasioni formative in ambito artistico.

Sono restia a parlarne in quanto credo che ormai scuole, università ed accademie sfornino creativi ad una velocità nettamente superiore alla reale capacità di assorbimento del mercato del lavoro.

In conclusione molti di loro restano pieni di speranze ed abilità, ma senza un posto fisso.

Dunque, quando ho conosciuto l’attività di Anthony Christov e della IDEA Academy, ho cercato di capire di cosa si trattasse e ho sondato il web per trovare dei feedback.

I risultati mi hanno davvero stupita! 

Rating super positivi sia per il livello dei corsi che per la disponibilità e preparazione dei docenti.

 

 

 

quando arte tradizionale e digitale si incontrano

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IDEA Academy: quando arte tradizionale e digitale si incontrano.

 

 

 

IDEA è l’acronimo di International Design & Entertainment Arts Academy ovvero un centro di formazione in arti digitali e tradizionali. E non è un caso che abbia menzionato prima le arti digitali di quelle tradizionali.

Gli studenti che decidono di iscriversi possono frequentare il corso di Art Direction, di Animazione & Visual Effects o di Illustrazione.

Gli argomenti trattati sono la grafica 3D, il concept design per videogiochi, l’animazione e lo storyboarding per il cinema, oltre all’illustrazione ed alle sue molteplici applicazioni.

Qualcuno potrebbe sicuramente obbiettare che, più che arte, il percorso di studi assomigli ai corsi professionalizzanti in digital e grafica.

Ma è forse la nostra immagine di artista ad essere errata…

É ancora troppo radicata l’idea che il creativo sia un pittore o scultore un po’ bohemienne che produce in uno studio disordinato spinto dall’ispirazione.

Ormai sono decenni che il mondo della creazione si confronta con le nuove tecnologie ed in particolar modo con il digitale.

 

 

 

quando arte tradizionale e digitale si incontrano

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IDEA Academy: quando arte tradizionale e digitale si incontrano. Ei Arakawa, “Performance People (Cut Piece July 20, 1964, 8.30 PM, Kyoto, Japan)”, 2018.

 

 

 

L’arte è una delle modalità espressive dell’essere umano: va da sè che debba stare al passo coi tempi.

Oltre ai percorsi base IDEA organizza anche workshop su argomenti specifici quali la creazione di personaggi per cartoni animati.

Del resto una buona parte dei docenti provengono dagli States e vantano collaborazioni con colossi quali la Walt Disney Animation, la ParamountPIXAR Studios, Cartoon Network, tanto per citarne alcuni.

Oltre all’animazione anche il richiamo al mondo fumettistico è fortissimo.

Disegno, illustrazione, grafica…tutte abilità artistiche a cui si cerca sempre di più di attribuire un’importanza pari a quella concessa alla pittura ed alla scultura.

Anche la critica italiana piano piano si sta “aggiornando”: fantastico a tal proposito è stato il n. 338 di Flash Art tutto dedicato al tema. 

 

 

 

 

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IDEA Academy: quando arte tradizionale e digitale si incontrano. Flash Art n. 338, Aprile 2018.

 quando arte tradizionale e digitale si incontrano

 

 

 

L’idea di base della scuola è “professionals teaching and not professional teachers” e visto il corpo docente e la struttura dei corsi l’obbiettivo è sicuramente raggiunto.

La lingua d’insegnamento è in prevalenza l’inglese. Infatti circa un terzo degli studenti sono stranieri e purtroppo le opportunità lavorative, finito il percorso, sono spesso all’estero.

Dunque perché scegliere di avere sede a Roma? 

Bisogna dire che Andrea De Dominicis e Paolo Lanteri, che insieme ad Anthony Christov hanno dato vita al progetto, sono romani, ma in realtà la motivazione reale è forse ben più profonda.

Roma è pur sempre la “Città Eterna“, per secoli fonte di ispirazione per artisti provenienti da tutto il globo, ma è arrivato il momento di aprirsi alla “contemporaneità” non vivendo di soli lustri passati.

E IDEA Academy è la giusta soluzione! 😉

 

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Curatore: Bettina Kaufmann
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Jaca Book
  • 200 pagine
  • Euro 50,00

 

 

 

 

Se dovessi dare un sottotitolo a questa recensione non potrei che sentenziare: “quando Rainer Marie Rilke ti parla dell’arte di Paul Cézanne“.

Il prezzo è alto, ma questo volume non può mancare nella libreria dei veri intenditori ed appassionati d’arte.

Bettina Kaufmann ha ricomposto la mostra di Paul Cézanne al Grand Palais del 1907 attraverso gli occhi del celebre poeta austriaco, riuscendo con certezza a ricollocare buona parte dei 57 quadri.

Alla storica dell’arte si deve infatti la ricostruzione dell’elenco completo delle opere presenti.

Una vera impresa visto che dell’esposizione non è rimasto alcun documento fotografico coevo.

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

La mostra, organizzata un anno dopo la morte del maestro durante il Salon d’Automne, ha segnato in maniera profonda la storia della figurazione. 

Da quel momento Paul Cézanne iniziò ad essere considerato un innovatore dell’arte novecentesca.

All’epoca Rilke, poco più che trentenne, era già un poeta affermato che aveva oltretutto collaborato con lo scultore Auguste Rodin

Era dunque avvezzo all’arte, ma, alla vista dell’esposizione, ne rimase completamente stregato.

Riportò così le sue impressioni in numerose lettere indirizzate alla moglie, la scultrice Clara Westhoff

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Rilke comprese che l’arte di Rodin “non gli bastava più“: “imparo a vedere” sosterrà osservando le opere di Cézanne. Ma la riflessione lo spinse più nel profondo fino a farlo ragionare sulla caducità della vita.

L’impegno psicologico profuso da Rilke fu tale che il poeta si domandò se sarebbe riuscito ad accompagnare la moglie in vista al Salon!

Come Cézanne continuava a dipingere la sua adorata Sainte Victoire, così Rilke tornava ogni giorno a visitare la retrospettiva riportando le sue sensazioni a Clara.

Nelle lettere descriverà minuziosamente i ritratti di Mme Cézanne e l’autoritratto dell’artista.

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

Dunque la figurazione del pittore si ri-articola nelle parole di Rilke e da questo incontro nascono delle nuove immagini. Questo è il pregio del volume della Jaca Book: l’incontro tra uno dei maggiori artisti ed uno dei più importanti poeti del secolo appena trascorso.

Inoltre Il libro contiene, a guisa di prefazione, un saggio del Professor Franco Rella, docente di Estetica all’Università IUAV di Venezia nonché scrittore e profondo estimatore di Rilke.

Rella sostiene che il rapporto tra il poeta austriaco e l’artista francese sia così profondo che si possano rileggere le celebri Elegie alla luce di questo sodalizio postumo. Cézanne era infatti già scomparso da un anno, ma le sue opere hanno davvero parlato al cuore di Rainer Marie Rilke

Alla presentazione del volume, avvenuta nella libreria milanese Tempo Ritrovato Libri, il docente, non a caso, ha citato la meravigliosa composizione di Charles BaudelaireUna Carogna“.

 

 

E con questa vi lascio e vi aspetto alla prossima recensione 🙂

Cézanne Rilke. Quadri da un’esposizione, Parigi 1907 – Art Nomade Milan

 

Da “I fiori del male” (Les fleurs du Mal), 1857-1861.

 

Ricordate, anima mia, la cosa che vedemmo
quel così dolce mattino d’estate;
alla svolta d’un sentiero un’infame carogna
su un giaciglio cosparso di sassi,

le gambe all’aria, come una donna impudica,
ardente e trasudante veleni,
spalancava in modo cinico e disinvolto
il ventre pieno d’esalazioni.

Il sole irradiava questo putridume,
come volesse cuocerlo a puntino,
e rendere centuplicato alla grande Natura
tutto ciò che essa aveva congiunto;

e il cielo osservava la superba carcassa
schiudersi come un fiore.
Talmente forte era il fetore, che sull’erba
vi sentiste svenire.

Le mosche ronzavano sopra quel ventre putrido,
da cui uscivano neri battaglioni
di larve, che colavano come un liquido denso
lungo quei brandelli di vita.

Il tutto scendeva e risaliva come un’onda
o si slanciava gorgogliando;
si sarebbe detto che il corpo, gonfiato da un vago soffio,
vivesse moltiplicandosi.

E questo mondo produceva una strana musica,
come l’acqua corrente e il vento,
o come il grano che il vagliatore con movimento ritmico
gira e agita nel vaglio.

Le forme svanivano e non erano più che un sogno,
un abbozzo lento a venire
sulla tela dimenticata che l’artista completa
solamente con la memoria.

Dietro le rocce una cagna inquieta
ci guardava con occhio crucciato,
aspettando il momento per riprendere allo scheletro
il boccone che aveva lasciato.

− Eppure voi sarete simile a questa sozzura,
a quest’orribile infezione,
stella dei miei occhi, sole della mia natura,
voi, mio angelo e mia passione!

Sì! tale sarete, o regina delle grazie,
dopo gli ultimi sacramenti,
quando andrete sotto l’erba e i rigogliosi fiori,
a marcire tra le ossa.

Allora, o mia bellezza! dite ai vermi
che vi mangeranno di baci,
che ho conservato la forma e l’essenza divina
dei miei amori disfatti!

Curatori d’assalto. L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto

Curatori d’assalto. L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto

Curatori d’assalto. L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto

Curatori d’assalto. L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Autore: David Balzer
  • Data di pubblicazione: 2016
  • Johan & Levi
  • 166 pagine
  • Euro 16,00

 

 

 

Curatela, curatori, a cura di…Nel mondo dell’arte sembra non esistano dei termini più utilizzati di questi.

I corsi di specializzazione in “organizzazione di eventi culturali” spuntano come funghi e ottengono sempre un buon numero di iscritti, dopo il vero e proprio boom di studenti di un paio di anni fa.

In passato ci sentivamo tutti “un po’ artisti” di fronte a controverse opere d’arte contemporanea (“lo saprei fare anche io” era l’esclamazione più comune). 

Adesso gli appassionati di arte e gli operatori del settore ambiscono a diventare curatori.

 

Ma cosa comporta realmente essere un “curatore”?

 

E soprattutto: esiste davvero una domanda di mercato per tal tipo di professionalità o la qualifica è nulla più che un vezzeggiativo per arricchire degli scarni c.v.?!

Curatori d’assalto. L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto

Il libro di David Balzer prova a dirimere la questione.

 

Dai look alle playlist, dai menu gourmet ai festival canori fino addirittura ai matrimoni VIP, oggi tutto è “a cura di”“.

Pagina dopo pagina si scoprono i percorsi di formazione di personaggi del calibro di Hans Ulrich ObristCarolyn Christov-Bakargiev e l’italianissimo Massimiliano Gioni.

Inoltre si assaporano i retroscena di manifestazioni quali dOCUMENTA e la Biennale di Venezia e si vive il dietro le quinte di esposizioni organizzate in gallerie estremamente conosciute quali le Serpentine Galleries

Non mancano accenni ai big player come Larry Gagosian.

Curatori d’assalto cerca di analizzare la popolarità acquisita dal termine trattando l’argomento in modo fenomenologico e investigando quanto la figura del “super organizzatore” possa mettere in ombra quella dell’artista o perlomeno condizionare il suo modo di operare.

 

Il volume è di facile e scorrevole lettura, nonostante la traduzione dalla lingua inglese della versione originale.

Sono poche le parti che risultano meno comprensibili a causa della trasposizione di modi di dire non autoctoni.

Consigliato non solo agli appassionati d’arte, ma soprattutto agli studenti di accademie e istituti similari e a chi si appresta a diventarlo.

Segnalo inoltre che la casa editrice Johan & Levi ha in catalogo, a prezzi davvero competitivi, altri titoli interessanti attinente al mondo della creatività.

 

 

Di alcuni vi parlerò prossimamente 🙂

 

 

 

 

 

 

 

Outsiders. Storie di artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte

Outsiders. Storie di artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte

Outsiders. Storie di artisti geniali 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Autore: Alfredo Accatino
  • Data di pubblicazione: 2017
  • Giunti Editore
  • 208 pagine
  • Euro 29,00

 

 

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Alfredo Accatino e lo stupendo lavoro di suo padre, l’artista romano Enrico Accatino, durante l’organizzazione della mostra “Intrecci del Novecento. Arazzi e tappeti di artisti e manifatture italiane“.

 

Questa però non sarà una recensione “di parte”.

 

Il volume edito dalla Giunti Editore merita davvero di essere letto: scorrevole, incisivo, ti incolla alle pagine fino alla fine.

Outsiders. Storie di artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte

La facilità di lettura è data in primis dalla sua struttura: ogni capitolo racconta, con dovizia di dettagli ed aneddoti curiosi, la vita di 34 artisti “outsiders“.

Outsiders” ovvero al di fuori del mainstream delle gallerie più famose ed a volte dal mercato dell’arte e dalle sue quotazioni iperboliche. 

Vale però la pena conoscerli: eccezionali storie di vita oltre che di creazione al di fuori degli schemi.

Tra gli altri scopriamo così le vicende artistiche di Pavel Filonov e di Cagnaccio di San Pietro e mentre leggiamo ci rendiamo conto di quanto possa essere eterodiretto il nostro rapporto con l’arte, condizionato subdolamente da giochi di potere e denaro.  

Outsiders. Storie di artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte

Ecco a voi la prefazione dell’autore:

 

Trentaquattro storie di uomini e donne che meritano un posto nell’arte del Novecento. Quel posto che la vita gli ha negato. Se ogni immagine è la storia di una storia, le storie che queste immagini raccontano – e le vite che ci stanno dietro – hanno a volte dell’incredibile, fanno scoprire che l’arte è un dono ingombrante, che una biografia artistica non necessariamente ha un lieto fine, che artisti mediocri hanno lasciato tante opere trascurabili e un capolavoro, oppure che alcuni creatori di capolavori sono stati trascurati perché nati nel posto sbagliato, o perché catalogati pazzi, omosessuali, antisociali, ebrei, o perché erano talmente poveri o malati da scomparire all’attenzione dei più.

Outsiders. Storie di artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte

E queste storie da un’altra storia dell’arte, parallela e invisibile, ci insegnano a diffidare dalle categorie correnti – i maestri, gli epigoni, i minori… – e a scoprire, anche grazie alle illustrazioni, percorsi svolti con maestria e in abbondante anticipo sui tempi, a volte, o su binari che magari nessuno più avrebbe mai ripercorso. Piccoli racconti di vite difficili da ricostruire, per mancanza di fonti; schegge di creatività che lasciano sbalorditi; emozioni personali travasate in forme e colori che riescono qui a farsi finalmente condividere.

 

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